...e vissero per sempre felici e contenti...


Dopo la digressione sulle olimpiadi, riprendiamo il filo dell'Amore.


Siamo arrivati alla quinta e ultima fase della costruzione della coppia, quella del “E vissero felici e contenti”; a questo punto la coppia si è già formata, le fondamenta sono state create e sono solide, stabili.

Quindi tutto a posto?

Assolutamente NO!


Come no?

No.


Non è un quadro che una volta finito resta così com'è. Anzi persino i quadri hanno bisogno di restauro.

Le favole, i racconti e i cartoni animati educativi, finiscono sempre con “...e vissero per sempre felici e contenti...”, quindi si pensa che tutte le vicissitudini passate fino a quel momento, che sicuramente sono state dure, portano al lieto fine.


Le favole hanno la funzione di dare speranza, di insegnare qualcosa, però si fermano ad un certo punto, generalmente al culmine. Quello che succede dopo viene lasciato all'immaginazione.


La vita vera è un'altra cosa.


Infatti nella vita, ogni giorno è un nuovo giorno.

Ogni giorno è necessario dedicarsi all'Amore per se stessi e verso l'altro. Un matrimonio, una convivenza o qualsiasi via si scelga per stare insieme, è qualcosa che si costruisce e gli articoli che finora ho scritto lo testimoniano. Nella società moderna questa cosa non viene mai sottolineata, anzi tutti quanti credono che sia possibile ottenere il “successo” facilmente.

Basta vedere come apparentemente sia facile diventare influencer: avere un bell'aspetto, postare le proprie foto, farle girare, essere sempre presenti e via, trenta-quarantamila follower sono lì pronti. Ma per una (sì, fondamentalmente sono donne) che ce la fa, altre 1000 resteranno nell'anonimato. Quindi coloro che non ce la faranno saranno ancora più frustrati dalla vita e saranno le vittime perfette del consumismo.

Ma perché c'è la necessità di avere “un posto al sole”? Perché meno Amore ricevo e riesco a darmi, più ho bisogno di compensarlo attraverso altro. Quindi voglio apparire, farmi “amare” dai follower e questo per un po' allevia la mia insoddisfazione. Maggiormente se poi le aziende mi riempiono di soldi e di prodotti per diventare un testimonial. Questo però è un vuoto che difficilmente può essere compensato sul lungo periodo a prescindere dal successo raggiunto.


Tutto questo ragionamento, vale, alla stessa maniera, anche se in forma diversa, per la coppia.


Le vecchie coppie, quelle che ormai stanno scomparendo, l'unica cosa che ti dicono è che per stare insieme cinquanta-sessant'anni, cioè finche morte non li separi, serve sacrificio, comprensione, lavorare e amore. Parliamo di esseri umani nati negli anni 20/30 del secolo scorso.

Quello che mi sembra strano è che maggiori sono stati gli strumenti a disposizione delle persone per fare un lavoro sempre più consapevole, minore è stata la volontà di farlo.


Sicuramente è anche intervenuto il fatto che precedentemente, ci si sposava per avere dei figli, perché l'accettazione sociale indicava questo, mentre oggi si sono create tante e diverse possibilità: ci si sposa ma non si hanno figli, non ci si sposa e si fanno figli, unioni civili con e senza figli, oltre a quella canonica del matrimonio con figli. Sono fondamentalmente tutte accettate dalla società.

Tant'è che nel decennio degli anni sessanta ci sono stati 4 milioni di matrimoni, mentre negli anni dieci del duemila sono stati 1,8 milioni, quindi meno della metà in cinquant'anni. Un'altro dato che fa molta impressione, almeno per l'Italia, è il fatto che siamo lo stato europeo con il più basso tasso di nuzialità. Quello che fa la differenza è che in Italia ci si sposa meno, ma il cinquanta percento sono religiosi, mentre nel resto d'europa il massimo per i matrimoni religiosi è il 22% in Inghilterra.

Ma quanto durano tutti questi matrimoni, cioè dopo quanti anni ci si separa? Qual è la media d'età?

I primi in classifica, con il 23.5%, sono i matrimoni di durata superiore ai 25 anni. Quindi coloro che fanno figli aspettano che questi siano decentemente grandi per separarsi. I secondi in classifica sono, con il 12%, coloro che scelgono di interrompere il matrimonio entro i primi cinque anni. (Qui mi viene spontanea ad una domanda: cosa vi sposate a fare? Giusto per provare l'ebbrezza?)

Il resto delle separazioni è ripartito equamente tra le diverse fasce di età.

Ci si separa in media a 48 anni per gli uomini e 45 per le donne.

Quanti sono i divorzi?

In Italia ogni 100 matrimoni ci sono 48 divorzi. Nel resto d'Europa è più alto.


I dati fotografano molto bene una situazione e quest'ultimo è quello che più ci interessa.


Detto in altri termini: un matrimonio su due è destinato a fallire.

Quanto lavoro, sacrificio, impegno e amore ci sono in questi matrimoni? Non lo so, ma a mio modesto parere forse poco. Quindi il vissero “felici e contenti” è una chimera?

No, si può raggiungere.

Anzi per quanto mi riguarda è auspicabile, perché a prescindere dall'età, due genitori che si separano creano un trauma nei loro figli.

Potresti pensare: “Ovvio che meglio una separazione ad un restare insieme con litigi, piatti che volano e malignità tra i coniugi”. Ma è questo il limite del paragone (per questo, facendo il Life Helping, bisogna smettere di farlo). Io posso paragonarlo all'altro lato della medaglia: “meglio costruire un matrimonio vero e solido e stare insieme tutta la vita, piuttosto che separarsi!”

Quindi cosa deve succedere perché il vissero felici e contenti diventi una realtà e non il finale delle favole?

Tre parole: responsabilità, empatia e lavoro.


Responsabilità: se io scelgo di amare una persona “per tutta la vita”, do un peso a quelle parole. La responsabilità di praticare l'arte di Amare ogni giorno e per tutta la vita. Quindi, tra le altre cose, anche di evitare tradimenti.


Empatia: mettersi nei panni dell'altro. Significa comprenderne i bisogni, i sentimenti, le emozioni, ma anche le vicissitudini giornaliere e fargli sentire il tuo supporto e il tuo Essere.

Lavoro: quello che con il tempo viene a mancare è proprio la voglia di “lavorare” per il benessere della coppia, andarsi incontro, dialogare sempre e di tutto, continuare a creare spazi di coppia e individuali, che con il passare dell'età si evolvono, ovviamente. Ciò che ti piace a trenta non è assolutamente detto che ti interessi ancora a sessanta!

Questa è l'unica vera ricetta per “vivere per sempre felici e contenti” in coppia!

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