Essere madre o padre (pentiti)



Stamattina mi è capitato di leggere un articolo che raccontava di una madre che si definiva pentita; abbastanza incredulo sono andato a cercare la fonte. Si tratta di un'attrice e scrittrice brasiliana, Karla Tenòrio, che ha aperto un account instagram, di cui successivamente ti riporto il link, che ne ha fatto anche uno spettacolo teatrale.


Per meglio farti comprendere, voglio riportare la traduzione integrale di un post che ha scritto lei qualche giorno fa:


“Mi chiedi sempre come sia possibile non amare la maternità e amare i tuoi figli. Ci sono persone che giurano che è impossibile, altri sono sicuri che sto mentendo. Ti giuro che è possibile. Sembra confuso, contraddittorio, ma è possibile. L'altro giorno ho risposto a un commento con un'analogia su una spiaggia e ho pensato che valesse la pena condividere anche qui la riflessione. Vedi, è un'analogia, con tutte le possibilità e i limiti che un'analogia presenta. Anche le madri che si sentono così, per favore aiutatemi! Stiamo creando questa spiegazione collettivamente. E così. Pensa a una spiaggia. La spiaggia più bella che tu possa immaginare. L'acqua cristallina, alla temperatura perfetta, il cielo con il blu più limpido. Il rumore delle acque, il movimento delle onde, è come piace a te. Splendido, no? Ma per arrivare a questa spiaggia bisogna prendere un sentiero, uno di quei sentieri lunghi, faticosi e pericolosi. Prima, devi guidare per ore in una jeep su una strada dissestata, devi prendere un sentiero spaventoso. Non puoi portare molto nel tuo bagaglio. L'acqua fresca scarseggia, devi dormire in tenda, non hai la crema solare, hai le zanzare e di notte fa freddo. Quindi, per molte persone, la bellezza della spiaggia compensa tutte le difficoltà! Ne valga la pena. Ripeteranno il viaggio e lo consiglieranno con entusiasmo, perché quella è la spiaggia più bella del mondo. In effetti, ci sono persone che amano l'avventura, come il sentiero, il viaggio e la destinazione. Ci sono persone che, anche sulla bellissima spiaggia, pensano che non ne valga la pena, non vogliono ripeterlo.

Mia figlia è la spiaggia, il suo sorriso è il mio mare. Ma non mi piace il percorso che affronto ogni giorno, 10 anni fa per arrivare in spiaggia. È stancante, estenuante, spaventoso. Vorrei che mi avessero parlato della jeep, del sentiero, delle zanzare, mi avessero parlato solo della spiaggia. Quella famosa "ha una pista veloce, nel modo in cui ne prendi il controllo. E non preoccuparti, quando sarai lì ne varrà la pena ”. Così è. Non era proprio così.” (cit. https://www.instagram.com/maearrependida/)

Ho voluto condividerlo per prendere spunto, perché la figura più importante del mondo, per la società, ma anche per tutte le persone in generale è proprio quella del genitore.


Quando si è piccoli, ogni bambino crea attaccamento nei confronti dei genitori, a maggior ragione del proprio sesso, vedendoli come i propri miti, i propri eroi, gli invincibili, quelli che lo proteggono, lo amano, lo curano, gli danno tutto il sostentamento necessario affinché possa crescere sano, forte e sicuro di sé.


Questo secondo Bowlby e in teoria.


In pratica, ahimé, questo è solo nei sogni dei bambini, perché crescendo ci si rende conto come i genitori in realtà siano semplici esseri umani, che sbagliano come tutti, che hanno le loro giornate buone e meno buone, e che, purtroppo, sempre più spesso non sanno cosa sia l'Amore e di conseguenza non sanno darne.

Qualche tempo fa sentivo un'intervista di Madame (la cantante), che ha rivelato che molti suoi fan si fanno la stessa domanda: “ma mio padre/mia madre, secondo te, mi ama?”


Se si stanno facendo questa domanda, evidentemente, percepiscono qualcosa che è in realtà vero.


Su quel profilo, ci sono anche delle foto e dei video, in cui lei fa intervenire la figlia e si può osservare come non ci sia Gioia negli occhi di una bambina di 10 anni.

E questo è ciò che, personalmente, mi fa male.


Quello che le persone ignorano, e la titolare di quel profilo è tra loro, è che le vibrazioni, le intenzioni, i pensieri reconditi, l'amore o l'assenza di esso, arriva comunque all'altro, a prescindere da quello che si dice o si fa. Tra genitore e figli, tra persone che stanno insieme, tra amici ma anche tra persone che condividono un'esperienza, si crea un Entaglement (se non sai cos'è ti consiglio di andarlo a cercare), una connessione.


Forse te l'ho già raccontato, ma pensa che nel 1993 è stato condotto un esperimento a Washington DC, in cui quattro mila persone praticarono meditazione trascendetale dal 7 giugno al 31 luglio. Sotto lo sguardo attento di criminologi e sociologi che studiarono il fenomeno, si riscontrò una diminuzione di atti criminali HRA (cioè omicidi, stupri, rapine e aggressioni) del 23,3%. La probabilità statistica che questo risultato potesse coincidere con una variazione fortunosa del tasso di criminalità fu praticamente zero (p < 0,000000002). Sulla base dei risultati, il guadagno allo stato stazionario, cioè l’effetto a lungo termine che si otterrebbe con una meditazione costante e continuativa dei 4.000 partecipanti, fu calcolato nel 48%, cioè un dimezzamento effettivo e permanente del tasso di criminalità.


Questo per dire cosa?

Se quattro mila persone hanno ridotto del 23% la criminalità nel distretto di Washington, facendo meditazione trascendentale, quindi mandando Amore e pace al mondo, pensa quanto sono forti le vibrazioni di Amore o Odio o qualsiasi altro sentimento o emozione sia, che possiamo mandare ad una persona che abbiamo vicino, a maggior ragione un figlio da parte di un genitore.

L'attrice suddetta si è giustificata dicendo che voleva essere la compagna perfetta, il suo (ex) marito voleva un figlio e lei l'ha assecondato.

A maggior ragione, un comportamento simile è deprecabile, perché chiunque può mettere al mondo un figlio (purtroppo), anche se non ha ne la voglia, ne la consapevolezza se realmente poi proverà ad amerlo o meno. (Personalmente mi da i brividi questa spiegazione)


Qui arriviamo al punto.


Essere un genitore consapevole, significa essere diventati adulti, cioè uno che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole, quindi non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo, dandogli luce. Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e dolorso “gioco di ruolo” in cui cerca di portare dentro gli altri. Adulto è colui che si assume le respondabilità, ma non quelle della società (pagare bollette e mutui, timbrare il cartellino, spendere soldi), ma delle proprie scelte, paure, azioni e anche delle proprie fragilità. Adulto è colui che si accoglie, si ama e si prende cura di se stesso.

Facendo questo si inizia a modificare il proprio Essere, lo si libera da tutto quello di cui abbiamo parlato nel corso delle settimane e si diventa liberi di Amare, che poi è la base dell'essere Genitore.