Essere Padre


Dopo la digressione sull'odio, riprendiamo il focus sulla famiglia e oggi parleremo del padre.

Per meglio comprenderci vediamo il significato etimologico della parola: dal lat. pater, dalla radice sanscrita pa- che tiene il concetto di proteggere e anche quello di nutrire. ma anche pa-yu custode: quei che protegge, ovvero che nutre, che mantiene, che sostiene la famiglia.

Il padre protegge, nutre, mantiene e sostiene la famiglia.

Questo era almeno in tempi antichi, visto che i rapporti veri e propri con i figli venivano intrattenuti dalla madre o, per i ricchi, da governanti, tate o comunque da persone pagate per farlo.

Però il concetto di base è fondamentale.

Proteggere, nutrire, mantenere e sostenere.


Queti principi potrebbere essere riferiti non soltanto al concetto di padre, ma allargati al concetto di Uomo, in quanto figura di sesso maschile adulta, dove per adulto s'intende la definizione che ti ho fornito il 15 dicembre, che se non ricordi, ti consiglio di andare a rileggere!

Un padre, ad oggi, non fa o non dovrebbe fare solo questo.

Perché?

Perché i tempi sono cambiati. Nel millennio duemila, siamo entrati, numerologicamente parlando in un'energia più femminile (che significa anche spirituale), infatti se l'1 è l'uomo il “2” è la donna.

Non credi alla numerologia?

Allora osserviamo i fatti.


Intanto la numerologia è una scienza che è stata fatta da Pitagora, uno che di numeri, a mio modesto parere, se ne intendeva!

In numerologia, quando c'è un cambio di energia, non è mai netta ad un giorno, ma ad un breve periodo che va dal poco prima al poco dopo. A maggior ragione se, come in questo caso parliamo di millenni e non di mesi.

Durante gli anni 60 del '900, si è cominciato a diffondere il movimento Yippie, fate l'amore non fate la guerra, lo yoga, e le varie filosofie orientali. Ma era comunque un fenomeno abbastanza di nicchia. Se ci fai caso, dall'inizio del nuovo millennio si parla di spiritualità, pure la casalinga fa yoga, concetti che prima erano di nicchia, oggi sono largamente diffusi e vengono utilizzati pure nel marketing.

Il tutto in vent'anni.

Credi ancora che la numerologia sia una fesseria?

Ok, vedo che ora ci comprendiamo ^_^

Dicevo.

Un padre, un uomo, comunque riceve quest'influsso “femminile”. È inevitabile. Quindi ciò che prima era inconcepibile, cioè un padre che abbracciasse i suoi figli, che gli dedicasse del tempo, che invece di impartire ordini ascoltasse ciò che loro avessero da dire, oggi è sicuramente più ampiamente diffuso. Tanto per capirci, mio padre è stato mandato in collegio, lui con me si metteva a giocare con i trenini, ma non era in grado, proprio perché non abituato, ad ascoltare e ad esprimere sensazioni ed emozioni. Questo probabilmente lo farò io con i miei figli, quando ne avrò.

C'è un'evoluzione, molto forte, del concetto di padre, questo è indubbio.

Ma c'è, e anche questo è indubbio, un lassismo più ampio nel concetto di uomo, cioè di essere umano di sesso maschile che si assume le sue responsabilità. Coloro che si assumono le responsabilità sono sempre meno, perché c'è una più ampia diffusione di narcisismo e coloro che vengono “osannati” non sono più personaggi che si assumono responsabilità (tipo Che Guevara, Kennedy, De Gaulle, Churchill, De Gasperi) di qualche tipo all'interno di uno stato o una civiltà. Viene osannato Salvini o Trump, che sono bambini in corpi di adulti. Veniva osannato Jobs, anche lui bambino in un corpo di adulto. Così come siamo sotto il “comando” di altri bambini in corpi di adulti: Bezos, Musk, Zuckerberg, ecc.

Ne puoi contare a centinaia, questi sono solo la punta dell'iceberg.


Comunque, ad oggi allora, qual è il ruolo di un padre?

Portare i soldi a casa?

Sì, anche.

Ti assicuro che per quanto la società crede di essersi evoluta, questo concetto, non passerà mai di moda. Perché nel concetto di maschio, per migliaia di anni è stato così, quindi è talmente radicato nel DNA, che è una cosa inconscia, data fondamentalmente per assodata. Poi si ricerca di più l'equilibrio, ma di base l'uomo deve essere la roccia, dare sicurezza alla donna.

Quindi in una certa maniera “guidare”.

Per estensione, anche al figlio.

Qui entriamo nel ruolo di padre.

Il ruolo di padre è quello di guida. In quanto “maschile” è quello che dovrebbe dare le regole, mettere gli argini, all'interno del quale il figlio si senta protetto, nutrito, mantenuto e sostenuto.

Essere una guida, significa essere d'esempio. Ciò implica che non è ciò che si dice, ma ciò che si fa, che fa essere padre. Se io padre ti dico: “Non mangiare il cioccolato” mentre io davanti a te mi sbafo un chilo di cioccolata, perché io sono “adulto” e posso, il figlio riceverà un messaggio contraddittorio. Ricevuto il messaggio contraddittorio, non ti concepirà più come guida, ma come incoerente. Questo vale anche per la madre, ovviamente.

Pensiero-parola-azione deve essere coerente. Quindi, come abbiamo detto ormai un anno e mezzo fa, la coerenza è una di quelle cose fondamentali, nella fattispecie per essere un padre.

Guidare significa anche indirizzare.

Qui arriviamo ad un altro concetto importantissimo.

Indirizzare non significa che io ti dico che devi fare ingegneria o il liceo scientifico e tu lo fai.

Indirizzare significa che, tu che sei adulto, osservi le propensioni che esprime il bambino o il ragazzo, e cerchi di aiutarlo a fare chiarezza dentro di sé. Gli fornisci gli strumenti. Gli permetti, sostenendolo sia economicamente che emotivamente, di fare il suo percorso, anche di sbagliare, perché è proprio dagli sbagli che si cresce.

Io con la scuola ne ho molto a che fare, visto che i miei genitori fanno gl'insegnanti, svariati zii, amici, mie ex. Tutti, a vari livelli hanno detto una cosa fondamentale.

I genitori invece di comprendere l'errore, giustificano il figlio su qualsiasi cosa faccia.

È l'insegnante che sbaglia.

SEMPRE.

Ora io posso capire, e te lo dice uno che d'insegnanti incompetenti ne ha avuti a bizzeffe, che ci siano degl'incapaci.

Vero.

Ma sono tutti incapaci? Tuo figlio è perfetto e non possono toccare la sua immagine, altrimenti ledono la tua?

Ti voglio raccontare quest'aneddoto, che mi è successo qualche anno fa.

Cosa non dovrebbe MAI fare un padre.

Ero nei bagni di un autogrill. Hai mai notato che le pareti divisorie non arrivano mai a terra, ma ci sono circa una trentina di centimetri di vuoto?

Io ero in piedi davanti la tazza. gambe leggermente divaricate. Ad un certo punto, dal bagno a fianco, mi arriva della pipì sul piede. Io caccio un bestemmione, dicendo “Ma che schifo, ma ti pare che mi fai pipì sul piede?” Esco dal bagno e mi metto ad aspettare colui che tanto gentilmente aveva fatto il suo bisogno fisiologico sulla mia scarpa. Dietro di me, un energumeno intorno ai 45 anni che mi chiede cosa sia successo. Nel frattempo esce dal bagno un bambino di forse 8 o 9 anni. In quel momento mi è dispiaciuto aver bestemmiato, lo ammetto. Ma il padre, invece di capire cosa fosse successo, rimproverare comunque il figlio e perlomeno farmi chiedere scusa, si mette a litigare con me, dicendo che lui era stato lì fuori e che non era successo ciò che io avevo detto. Che come mi permettevo di dire una cosa del genere, suo figlio non aveva fatto nulla. Io gli ho risposto: “Bravo bell'esempio che dai a tuo figlio”. Ora io sono una persona che è pacifica e ho sempre evitato la violenza. Ma una martellata in testa di quest'uomo per capire se al posto del cervello ci fosse segatura gliel'avrei data. Giustificare un errore fa crescere il bambino con l'idea che può fare qualsiasi cosa. Basta fare la voce grossa o buttarla in confusione e tutto è risolto. A me dispiace molto per quel bambino, perché quello non è un padre; posso capire proteggere il figlio e ciò che ho detto io è sicuramente sbagliato. Io attraverso il muro non potevo sapere fosse un bambino, ma litigare con me, negando che fosse avvenuto, può avergli fatto bene?

No.

Infatti quello che a quel padre ha dato fastidio, è che io ho messo in dubbio i suoi insegnamenti di padre, perché lo stava giustificando.


Ledevo la sua immagine.


Una volta i genitori dicevano: “come torni a casa ti do il resto”. Spesso capitava che così fosse. Siamo passati dalla totale sottomissione a quello che dice l'autorità al fatto che l'autorità sbaglia sempre. Questo come società.

Questo comportamento, in quanto padre, non ti fa essere un bravo padre, ma uno che fa danni tanto quanto quello che impartiva ordini, il vecchio patriarca, tanto per capirci.

Buddha è stato settimane sotto un albero per comprendere una cosa fondamentale: il giusto mezzo, l'equilibrio.

Ecco per essere un padre (ma anche per essere una madre) serve equilibrio.

Per poter dare equilibrio, devi essere tu equilibrato/a.

Questo si fa soltanto con un percorso su se stessi, che mira a questo!

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