Fare il tifo


Sono sempre stato convinto che comprendere il significato delle parole, sia il miglior modo per creare una comunicazione efficace. Per quest'articolo, il significato della parola è fondamentale, perché fa comprendere davvero il mondo di oggi.


Tifare.


Chi è appassionato di un qualsiasi sport, è un termine che sicuramente ha utilizzato. Cosa significa? Tutti credono che sia supportare, sostenere. “Io tifo la Juventus”. “Io tifo la Ferrari”. E via discorrendo.

Per renderci conto della gravità del verbo utilizzato, riporto un estratto integrale dell'Accademia della Crusca sul verbo tifare: “ Il verbo tifare è un denominale da tifo ‘passione sportiva’. In tale accezione tifo (e anche tifare) è registrato per la prima volta nella lessicografia italiana nel Dizionario moderno di Alfredo Panzini (VII ed. del 1935), un repertorio assai attento agli sviluppi della semantica lessicale. Si tratta di un uso esteso e figurato della voce tifo ‘malattia contagiosa’ (dal greco tŷphos ‘fumo, vapore’, poi ‘febbre soporosa’), a sua volta diffusasi in italiano agli inizi del XIX secolo.

Aggiungo quella del vocabolario etimologico:

lat. Typhus, dal greco Typh-os che propriamente significa vapore, onde il senso metaforico di offuscare i sensi. Malattia d'infezione del sangue caratterizzata da febbre violenta continua e il più delle volte da intorpidimento cerebrale e delirio

Malattia contagiosa. Intorpidimento cerebrale e delirio.


Infatti, quando si fa il realmente il tifo per qualcuno o qualcosa, non si ha un discermiento effettivo di ciò per cui si sta facendo il tifo. Quindi fare il tifo o considerarsi tifosi, non è che sia propriamente da persone consapevoli. Fare il tifo per qualcuno/qualcosa crea aspettative e farsi delle aspettative è decisamente un grave errore, perché ti evita di viverti il momento così com'è perché te ne sei creato uno, antecedentemente, nella tua testa, che tra l'altro non sarà realistico, ma bellissimo! Di conseguenza cambia l'umore, perché se le tue aspettative dovessero essere disattese, e al 99,9% lo saranno, sarai sicuramente deluso/a, amareggiato/a, arrabbiato/a.

Fare il tifo, ti mette necessariamente, “contro qualcuno”. Se io per esempio tifo Roma e tu Juventus, sicuramente saremo contro proprio come conseguenza del tifo. Ho scritto un articolo, circa un anno fa, sull'andare allo stadio nel 2020, ti consiglio di leggerlo, per comprendere meglio questo concetto.

La maniera migliore di approcciarsi ad uno sport, qualsiasi esso sia, sarebbe quello di vedere uno show, uno spettacolo, godendo di quello che si vede e, nel caso in cui dovesse vincere quello per cui fai il tifo, tanto meglio. Mi rendo conto che è difficile, dopo anni di tifo accanito, ma provare, potrebbe essere rilassante.

Nella lingua italiana, un termine corretto non esiste. Il termine più simile al concetto che bisognerebbe esprimere potrebbe essere simpatizzare. Hai pensato a sostenere? Sostenere significa “tenere in alto”, quindi perché bisognerebbe portare in alto qualcuno o qualcosa? Supportare? suppòrto (ant. o raro soppòrto) s. m. [dal fr. support (der. di supporter «sopportare, sostenere», che è dal lat. supportare: v. sopportare)]. – 1. Elemento di sostegno, struttura o dispositivo che ha la funzione di sostenere un oggetto, un apparato, un elemento o un complesso di elementi, fissandone nel contempo la posizione. È comunque la derivazione di sopportare, e tutti sappiamo cosa significhi sopportare..

Parteggiare? v. intr. [der. di parte] (io partéggio, ecc.; aus. avere). – Favorire o sostenere una parte politica, un partito, anche senza militare in esso; anche assol., far parte di partiti o fazioni.

Se uno prende le parti, perde l'obiettività, che è alla base della consapevolezza!

Ti confesso che sono stato quasi 2 ore a cercare tra tutti i sinonimi e le parole che mi venivano in mente. Nulla. Niente che non sia così “catastrofico” per la mente.

Detto ciò, ho voluto allargato la riflessione sul tifare, anche ad altre sfere della vita.

Quello che mi ha fatto più rabbrividire, tra le varie sfere che ho osservato, è stata la politica e il suo mutare.

Fino al dopoguerra la politica era idea, una filosofia di vita, nel quale ci si rispecchiava. Nel nostro paese ci sono stati grandissimi politici e per me il più grande di tutti è stato Sandro Pertini, il presidente della repubblica, molto famoso per i mondiali del 1982, vinti dall'Italia. Ma in realtà era tanto di più. E ti invito ad andare a fare ricerche, perché è stato l'ultimo VERO politico italiano. Di lì a poco, sarebbe mutato il concetto stesso di politica. Questa fase di “mutazione” ha una data iniziale e una data finale. La data di inizio è stata l'8 novembre 1960 l'elezione a presidente degli USA di J.F. Kennedy. La data finale è il 9 novembre 1989, l'inizio della caduta del muro di Berlino. Ventiquattro ore durate ben 29 anni.

La caduta del muro rappresenta l'inizio della caduta dell'ultima ideologia esistente. Si è vero, la Cina ancora oggi si dichiara “Comunista”, ma sappiamo tutti che è capitalismo allo stato puro. Ci sarebbe anche Cuba, ma anche se formalmente lo è ancora, già da 20 anni abbondante non lo è più.

Kennedy è stato il primo presidente che ha avuto un culto della persona, infatti se ne parla anche oggi, come di un “mito”, anche se è andato al governo grazie ai soldi della mafia ed è stato ucciso da loro stessi.

Quello che ha introdotto il moderno culto della persona è stato il presidente Reagan, un attore, negli anni '80 del secolo scorso. Poi si è espanso a tutto il mondo, ognuno con i suoi tempi. Da noi, il primo ad avere questo culto è stato Craxi. Ma quello che l'ha effettivamente sdoganato, e a suo modo, esportato, è stato Berlusconi. Poi Renzi, poi Salvini, Trump, Erdogan, Orban, Johnson, Macron e chi più ne ha, più ne metta.


Perché ho fatto tutta quest'analisi storica? Perché oggi si fa il tifo. Non si portano avanti le idee, i programmi, il bene comune.

No.

Oggi si fa il tifo per il personaggio. E guai a chi tocca il capobanda (!), che tra l'altro è, praticamente sempre, un Narcisista Patologico.

Non voglio entrare nel merito della politica stessa. Quello che voglio fare, in questa sede, è farti riflettere sul perché. Negli ultimi 50/60 anni, tutte quelle battaglie, che di per sé sono state giuste, hanno portato, come conseguenza, ad un disgregamento della società e ad una totale perdita di valori. Il concetto di famiglia, i concetti di Uomo e Donna (ad oggi, vorrebbero farci credere che esistono 23 generi diversi!), la perdita della fede, la distruzione delle ideologie, la sempre più progressiva mancanza di amore, il culto del denaro (nato proprio negli anni 80 con i broker americani). Ogni cosa singolarmente e tutti insieme hanno distrutto una struttura che era si rigida e patriarcale, ma che avrebbe dovuto evolversi verso l'equità e la condivisione. Invece il vuoto che si è creato è stato colmato da personaggi. Sempre più grotteschi, tra l'altro.


Persone che sostituiscono Idee.

Soldi che sostituiscono l'Amore.

Conflitto che sostiuisce condivisione.

Per esempio i social network sono ingegnerizzati per agevolare il conflitto. Il conflitto genera “engagement”, il tuo impegno o il tuo tempo se preferisci. Quell'impegno viene convertito in tariffe per gli inserzionisti. È tutto costruito in maniera tale che, se non hai un carattere forte, diventi una persona peggiore. Più tempo gli dedichi e più diventi peggiore. Più diventi peggiore e più soldi fatturano. È tutto fondato sulla malattia di questo secolo, il Narcisismo appunto. Il culto della persona che poi si attua nell’esigenza di esprimere la propria opinione su qualsiasi argomento, di processare, giudicare.

Tu credi di condividere, mentre invece aumenti il conflitto. Qualche anno fa è girata su Facebook una funzionalità che calcolava quanto valesse il tuo profilo. Oggi è stata creata una startup, Worldz, che fa questo. Se vai a vedere quelli che fatturano di più sono proprio quelli considerati “influencer”, che generalmente aumentano il conflitto, perché hanno una schiera di tifosi a prendere la loro parte e ad osannare qualsiasi cosa viene detta e ovviamente a accusare coloro che provano ad esprimere un'opinione diversa. C'è anche chi usa questo potere a fin di bene, ovviamente, non è tutto un male. Leonardo di Caprio, LeBron James o Lewis Hamilton per esempio, utilizzano i loro mezzi per diffondere messaggi positivi. Ma, ahimé sono eccezioni. Se vai a vedere la classifica dei 24 personaggi più seguiti su instagram, nessuno, ripeto, NESSUNO, li usa per migliorare il mondo.

Un essere umano contro un altro. Quello che manipola meglio gli altri è il capobanda di tant