Fortuna e Sfortuna


Come anticipato la scorsa settimana, in questa tratterò il concetto di fortuna/sfortuna.

So che il concetto di fortuna l'ho già trattato nelle zavorre. In quel momento era importante rendersi conto che è una zavorra.

Ora affrontiamo la dualità, cioè la dimensione di questa realtà.


Chiunque faccia un percorso di consapevolezza, credo che si sia interrogato nella vita su cosa sia quella che comunemente viene chiamata fortuna o il suo omologo negativo, la sfortuna.

Ma la domanda fondamentale è: Esiste?


Come sempre, per comprendere il significato della parola, riporto la definizione che ne da il dizionario etimologico: dal lat. fortuna da fòrs - acc. fortem - sorte, che deriva dalla stessa radice di fèrre portare: vale a dire ciò che porta il caso, ciò che si dà, che avviene. Essere immaginario, al quale, come a causa ignota, si attribuiscono dal volgo, gli effetti improvvisi, inaspettati, contrari all'aspettazione e senza manifesta e cognita causa; avvenimento, specialmente se buono e prospero; stato condizione agiata.


Il dizionario risponde: no, non esiste. Essere immaginario al quale si attribuisconno effetti di qualunque tipo, positivi: fortuna – negativi: sfortuna.


Quindi se non esiste, che cos'è ciò che tutti chiamano con il termine fortuna?


Per rispondere a questa domanda fondamentale, si può dedurre da tanti scritti e discipline, soprattutto orientali, cosa davvero sia.


Nel taoismo si dice che esista un fato e un destino e l'uomo, per compiere la sua missione di vita, deve unirli. Il fato è ciò che vuole l'universo per te. Il destino è ciò che tu costruisci ogni giorno. Una prima risposta alla domanda precedente allora potrebbe essere: se tu sei sulla strada verso la tua piena realizzazione, le cose avvengono in maniera “fortunata”. Se invece stai andando nella direzione sbagliata avverranno in maniera “sfortunata”.

Quante volte, quando senti il vento in poppa, le cose filano via lisce e tutto sembra andare in maniera “fortunata”? Tu in quel momento credo fossi Gioia, giusto? Pensi che quella gioia venisse da fuori? Osho dice che l'evento esterno è solo un richiamo della sensazione che abbiamo dentro di noi. Quindi se tu in quel momento eri Gioia, quella era dentro di te, era una tua attitudine. Perché la tua anima, andava armonicamente con l'esterno e questo ti faceva stare bene.

Quante volte invece vai contro ciò che tu sei, quello che sai essere corretto per te? Come ti senti in quel momento? Quindi l'esterno, rappresenterà esattamente come tu sei e ti senti. Quindi le famose giornate storte o le “sfighe” andranno a rappresentare quella parte di te.

Ci sono anche altre possibilità. Per esempio, hai mai notato che in una bella giornata, in cui dici sono “felice” capita sempre qualcosa che non la rende perfetta? Questo è ciò che significa, per esempio il Taiji, o quello che erroneamente viene chiamato Tao. Cioè il simbolo bianco con il pallino nero e viceversa. Ecco. All'interno del bianco c'è sempre un pallino nero. Così come all'interno del nero c'è sempre un pallino bianco. Anche questa condizione universale viene chiamata fortuna/sfortuna, a seconda della condizione in cui capita. Per rendersi conto di questa possibilità, bisogna fare molta attenzione. Perché quando sei in una bella giornata, nessuno vuole prestare attenzione al piccolo pallino nero. Altrettanto se sei in una giornata pessima, nessuno vuole far caso al pallino bianco. Per questo molte filosofie dicono che anche in una brutta giornata, bisogna far caso alla bellezza o a un qualcosa che realmente è luce. Un sorriso, un profumo, un fiore. Si può scorgere la bellezza ovunque, basta solo prestare attenzione.


Qual è il punto?

Il punto è che il dualismo Fortuna/Sfortuna, sono solo un punto di vista, che varia a seconda di come noi ci sentiamo, di come percepiamo e dell'ampiezza del tempo che prendiamo in considerazione.

Per riuscire ad uscire da questo dualismo, basta soltanto assumersi la responsabilità della propria vita e smettere di credere che esista questa dualità. (dico poco, eh?)


Io credo, ma questa è solo una mia opinione, che l'Universo (o Dio, se preferisci) voglia che tutti siano Gioia. Quindi cerca in tutte le maniere di indirizzarci verso la nostra missione di vita e la nostra piena realizzazione. L'essere umano, invece, si ostina a vedere solo ciò che vuole vedere e non ciò che è. La responsabilità, come abbiamo visto, non se l'assume praticamente nessuno, quindi proprio per de-responsabilizzarsi ci si affida a quest'Essere fantomatico chiamato fortuna, o meglio ancora dea bendata, che spara fortuna un po' a caso, mentre la sfiga ci vede benissimo. Tra l'altro si dice sfiga, perché la “figa” è un porta-fortuna portoghese, quindi italianizzandolo, si usa il termine s-figa.

Quindi come si può fare ad uscire da questo dualismo?

Attenzione e connessione.

Se sei attento/a l'Universo manda sempre segnali del percorso “corretto”, anche se apparentemente può sembrare “sfortunato”. Ogni errore ed evento sfortunato, mi ha portato ad essere la persona che sono oggi, quella che io sento e voglio essere. Ogni persona che mi ha ferito, poteva essere sfortuna che io l'abbia incontrata, invece faceva solo parte della mia strada verso la Gioia!