Il bisogno di comunicare



Il bisogno di comunicazione, per un essere sociale quale è l'essere umano, è fondamentale.

Ma cosa significa realmente “Comunicare”? Dal lat. Communicare, render comune - far altri partecipi di una cosa; dare notizia, ragguagliare.


Quindi comunico se sto rendendo partecipi altri di qualcosa. A questo punto bisognerebbe vedere se ciò che sto comunicando interessa o meno agli altri, se ho qualcosa da dire di realmente importante o voglio solo aprire la bocca e dargli fiato, se lo so esprimere nella maniera più corretta a farlo arrivare all'altro, ecc.


I social network hanno sdoganato molto questa cosa. Prima dell'avvento di questo strumento, generalmente, chi parlava era l'esperto della materia (poi bisognerebbe osservare quanto realmente ne fosse esperto, ma questo è un altro discorso). Oggi con Internet, visto che le informazioni sono lì a disposizione, si sentono tutti “tuttologi”. Tutti “comunicano”, tutti dicono qualcosa. Quindi ognuno di coloro che sui social comunica, crede che ciò che loro hanno da dire interessa, che lo dicono nella maniera corretta, ecc.


Questo fenomeno ha scatenato anche una categoria che è sempre esistita, ma mai palesata, quindi è come se l'avesse creata: gli Haters. “Chi, in Internet e in particolare nei siti di relazione sociale, di solito approfittando dell’anonimato, usa espressioni di odio di tipo razzista e insulta violentemente individui, specialmente se noti o famosi, o intere fasce di popolazione (stranieri e immigrati, donne, persone di colore, omosessuali, credenti di altre religioni, disabili, ecc.).”


Farò un approfondimento prossimamente su questa categoria e sulla comunicazione di internet, ma ai fini dell'articolo di oggi, serve semplicemente a comprendere come, oggi, tutti credono di poter fare tutto e di poter dire tutto.


Come avrai capito, ci sono molti aspetti della comunicazione che andrebbero tenuti in considerazione; quello su cui oggi voglio focalizzare la nostra attenzione è il “come”.

Come si comunica?

La comunicazione, comunemente, viene divisa in due categorie: verbale e non verbale.

Non verbale:

  1. Movimenti del corpo (soprattutto espressioni facciali) 55%

  2. Aspetto vocale (volume, tono, ritmo) 38%

Verbale:

  1. Aspetto verbale (parole) 7%


Nell'ambito delle scienze della comunicazione la comunicazione non verbale viene suddivisa in quattro componenti:

  1. Sistema paralinguistico (Detto anche sistema vocale non verbale, indica l'insieme dei suoni emessi nella comunicazione verbale, indipendentemente dal significato delle parole.)

  2. Sistema cinesico (comprende tutti gli atti comunicativi espressi dai movimenti del corpo: il contatto visivo, mimica facciale, gesti, postura).

  3. Prossemica (analizza i messaggi inviati con l'occupazione dello spazio).

  4. Aptica [è costituita dai messaggi comunicativi espressi tramite contatto fisico. Anche in questo caso si passa da forme comunicative codificate (la stretta di mano, il bacio sulle guance come saluto ad amici e parenti), ad altre di natura più spontanea (un abbraccio, una pacca sulla spalla)].

Ho voluto riportare così dettagliatamente tutto quello che riguarda la psicologia e la comunicazione in generale, perché, a mio modesto parere, la divisione che se ne fa, ha tutta una parte che non viene proprio considerata: l'intenzione energetica.


Cos'è l'intenzione energetica?

Quello che tu senti energeticamente nell'anima. Io posso anche essere un hater e dire cose deplorevoli, ma se la mia intenzione energetica è sofferenza che io esprimo all'esterno attraverso l'odio, al destinatario arriveranno messaggi contrastanti, che quasi nessuno codifica razionalmente, ma che esistono.


Ti invito a fare un esperimento: chiedi ad un/a tu* amic* di mettersi davanti a te e di osservare che tipo di energia gli arriva.

Tu chiudi gli occhi e, restando totalmente impassibile con l'intero corpo, prova a visualizzarlo nella tua mente nella posizione in cui si trova mandandogli energia: prima Amore, poi odio, poi sofferenza, poi rabbia. Alla fine di ogni tipo di energia che tu gli hai mandato chiedigli cosa ha percepito, come si sentiva..


Fatto?


Allora ancora pensi che la comunicazione si basa solo su quello che riusciamo a vedere e sentire con occhi e orecchie?

NO!

Se è una persona un minimo sensibile, percepirà in ordine: Amore, odio, sofferenza, rabbia!


Per fare un esempio a me caro, un narcisista quando ti dice “Ti amo”, in realtà, energeticamente ti sta dicendo: “ti sto usando come batteria per la mia scarsissima energia, grazie mille che credi alle mie parole”.


Una volta compreso il piano delle energie sottili e del fatto che si comunica anche attraverso l'intenzione energetica, possiamo tornare a parlare della comunicazione generalmente riconosciuta.


Le mie micro-espressioni, il mio linguaggio del corpo, la voce, tutto influisce sul fatto che la mia comunicazione risulti efficace o meno.

Come posso fare per renderla efficace?

Renderla consapevole!

Come posso renderla consapevole?

Prendendomi il mio tempo per scegliere correttamente le parole da dire, il tono da usare, fare delle pause affinché l'altro possa realmente comprendere cosa io voglio esprimere e dall'altra parte, ascoltare attentamente sempre ciò che mi viene detto, in maniera da poter fornire una risposta adeguata e nel caso in cui io non abbia capito, chiedere “in che senso?” per poter meglio comprendere ciò che mi viene detto.

Questi primi semplici passaggi (ovviamente non è solo questo, ma nel corso delle prossime settimane vedremo sempre più approfonditamente tutta la comunicazione) riescono ad evitare tantissimi litigi inutili, che alla fine sono uno spreco di energia!

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