Il controllo (seconda parte)


Come ti ho detto la scorsa settimana ci sono varie forme di controllo che l'essere umano cerca di esercitare. Quello della famiglia è il primo vero controllo che noi subiamo e oggi comprenderai quanto sia forte la sua influenza.

Ma da dove ha origine il controllo? Perché abbiamo così tanto bisogno di controllare? Quali sono le cause che ci inducono a voler esercitare un controllo totale sulla nostra vita e su quella degli altri?

In primo luogo, da uno studio del 1998 effettuato da Stone, Baron-Cohen e Knight, emerge che se la nostra autostima, la coerenza, il senso dell'agire e l'affettività ricevuti in famiglia (o per meglio dire dalle figure di riferimento), sono state sane e corrette, quindi rispondono al bisogno di amore e attenzioni, si va a formare un'idea di se stessi come “bambino meritevole di amore”. Queste relazioni consentono di avere un senso di coerenza essenziale per la crescita; infatti il percorso di crescita si basa su una stabilità forte che gli permetterà di avere un'altrettanta forte autostima.

L'autostima, o per meglio dire, l'assenza di autostima è forse la prima motivazione del controllo. Anche qui c'è una proporzionalità inversa tra autostima e controllo. Ma d'altronde è abbastanza semplice da comprendere: se io ho pienamente fiducia in me stesso, mi sento in grado di fare qualsiasi cosa, non ho bisogno di controllare, cioè di “mantenere i confini”, ma avrà bisogno di allargare quei confini, di esplorare, di andare oltre..quindi come potrei controllare? Prima condizione per evitare il controllo, quindi, l'autostima. Come fare per avere autostima ne parleremo più avanti.

La seconda condizione di cui ho bisogno per lasciare andare il controllo è il coraggio. Che cos'è il coraggio? Andiamo a vedere il significato etimologico: dal lat. coraticum "con il cuore" - forza d'animo, la quale fa che l'uomo non si sbigottisca (cioè non abbia paura) nei pericoli, o affronti consideratamente rischi, ovvero non si abbatta per dolori fisici o morali. Perché ti parlo di coraggio? Perché la paura è una delle altre condizioni che crea il controllo. Quando si tende a vivere con la paura, sicuramente eviterò di andare ad ampliare il mio mondo, anzi tenderò a chiudermi sempre di più, in maniera tale da avere sotto controllo la situazione. Se io affonto la vita con coraggio quindi, nonostante la paura e “con il cuore”, affronto i rischi ed evito di abbattermi, lascerò andare il controllo! L'influenza della famiglia? Se i miei genitori sono persone coraggiose, io imparerò ad essere coraggioso/a, se invece vivono paurosamente, io avrò paura nell'affrontare la vita.

La terza condizione di cui ho bisogno per lasciare andare il controllo è la fiducia: lat. da fidere, cioè aver fede - credenza e speranza in persona, o anche nel buon successo di chicchessia, fondate su segni o argomenti certi o molto probabili. Come concetto di derivazione, a fianco della fiducia c'è l'affidarsi, cioè far promessa ad altri sulla propria fede, cioè assicurarsi. Come potrai ben comprendere, per avere fiducia, sia in te stesso/a che negli altri, e di conseguenza affidarti, la necessità è che i tuoi genitori ti abbiano permesso, quando eri un bambino, di poterti fidare di loro prima e di creare in te stesso la fiducia, poi. Hai capito perché la scorsa settimana ti ho parlato della famiglia?? E non è finita qui!

Tutti i disturbi di personalità (tanto per citarne alcuni: passivo-aggressivo, borderline, narcisismo patologico) sono figli di eccesso di controllo e attenzioni o mancanza di amore, e tutte queste patologie hanno a che fare con il controllo. Ma il controllo può anche essere il bullismo.


Perché quindi abbiamo bisogno di controllare? Perché non siamo confidenti nei confronti della vita. Infatti maggiore è stata la sofferenza, maggiore sarà il controllo. Se fai caso alla tua vita, dove hai sofferto, eserciterai, in quel particolare ambito, un controllo eccessivo, più di quanto tu non faccia nel resto della tua vita.

Pensi che sia finita qui? Assolutamente no!

Infatti il controllo viene esercitato anche nei confronti delle persone che ci circondano! “Perché hai guardato quella persona?” “Io non voglio che tu esca con i tuoi amici.” “Tu sei mio/a” (ecc.) Maggiore sarà la vicinanza della persona, maggiore sarà il controllo che si esercita sull'altro. In un rapporto di coppia, il controllo che si cerca di esprimere sarà massimo, tanto più quanto è patologicamente insana la persona. Infatti i suddetti narcisisti, borderline e passivo-aggressivi, tendono proprio in questo frangente a esercitare il loro controllo sull'altro.


Perché abbiamo bisogno di controllo? Cioè di cosa realmente abbiamo bisogno? Di energia. Sì, hai capito bene...di ENERGIA!

Quando tu fai attività che ti piacciono o ti stai divertendo, quindi che ti caricano di energia, ti ricordi che esiste il controllo? No, ovviamente. Ti vivi il momento!

Quand'è che invece senti la necessità di controllare (parlando di persone sane psicologicamente, cioè senza disturbi di personalità)? Quando sei stanco, quando sei triste, quando ti chiudi in te stesso, quando ti lamenti, quando soffri fisicamente o psicologicamente o entrambe, quando ti annoi, quando hai paura, quando eviti di esprimerti. Cerchi di controllare l'altro, di manipolarlo, di indurlo ad una reazione, cioè di farti regalare la sua energia. Per esempio: quando sai che una qualsiasi cosa, ad una persona vicina a te, dà fastidio e tu la fai ugualmente, non è controllo?

Io potrei fare tanti esempi, ma credo che il concetto sia stato ben spiegato. Quindi, visto che il Life Helping è un percorso di auto-consapevolezza, vai tu ad osservare dove eserciti il tuo controllo, nella tua vita e in quella degli altri! Buon Lavoro!

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