La Costanza



Se stai proseguendo nella lettura, significa che hai preso consapevolezza della tua volontà di fare un percorso importante, qualcosa che ti porti a costruire prima te stesso/a e poi il mondo, insieme ad altre persone che siano affini a te.


L'argomento di oggi, è uno dei tasti su cui ho sempre battuto con i miei clienti, oltre ad essere la sorella della volontà: la costanza.

Come sempre andiamo a comprendere il significato della parola, attraverso l'etimologia: dal lat. costantem, che è il part. pres. di con-stare - stare insieme e quindi rimanere invariabile - che sta saldo nel suo proposito, sentimento, volere, affetto, fede e simili; detto anche di animo.

Bellissima questa definizione: che sta saldo nel suo proposito, sentimento, volere, affetto, ecc. Ti fa davvero comprendere una qualità importante per poter Essere Umano. Sì perché per essere un Essere Umano, noi dobbiamo essere costanti, cioè saldi nei nostri propositi, nei nostri valori, nel nostro sentimento di Amore (anche quando intorno riceviamo solo cattiveria, denigrazione o indifferenza), nel nostro voler essere parte attiva di un progresso (e smettere di essere parte passiva). Non ha nulla di umano sovrastare l'altro, giudicarlo, calunniarlo, volergli fare del male, ecc. o sbaglio? Insomma se vuoi realizzare davvero il tuo Essere Umano, la costanza è una delle caratteristiche fondamentali!

Andiamo quindi a scoprirla.

A braccetto della costanza, c'è un pregiudizio abbastanza diffuso: la noia.

Quante volte viene scambiata la costanza per abitudine? Troppe volte.

Il Life Helping è il nemico numero uno dell'abitudine. L'abitudine è l'agire meccanico, quindi provo di consapevolezza. La noia abita nell'abitudine, perché l'Essere Umano si annoia nell'abitudine. Quindi proprio perché la maggior parte degli esseri umani vivono una vita infelice, cercano picchi di adrenalina (ognuno il suo) o, al contrario di dimenticare (quindi con alcool o droghe o semplicemente affondando la testa sotto la sabbia, come gli struzzi).

La vita di ognuno si basa su picchi positivi (pochi) e negativi (tanti) in un mare di noia.

La costanza invece è coscientemente scegliere, in ogni istante della propria vita, di “rimanere saldo”, cioè, nonostante tutto, di continuare a Essere se stessi. È noioso? NO! Anzi è molto divertente, una volta usciti dal sali e scendi o dal “roller coaster”, cioè dalle montagne russe, perché vedi un lento ma inesorabile progresso fino alla realizzazione. Le oscillazioni ci sono ancora, ma sono minime. Per farti comprendere appieno, voglio farti questo esempio.

Tu oggi decidi di prendere tutti i tuoi risparmi, quindi tutti i soldi che hai e di fare un investimento in borsa. Hai due titoli a disposizione tra cui scegliere:

  1. il titolo A: ha un prezzo tendenzialmente costante, ma ad una migliore osservazione, si nota come, all'interno della stessa giornata è talmente volatile che ci sono picchi che possono essere altissimi o bassissimi. Sono i titoli gestiti dagli speculatori, quelli che acquistano tanto per far salire il prezzo e vendono tutto per farlo scendere e in questo meccanismo guadagnare a spese altrui. Significa che l'azienda che ha questo titolo non ha il controllo ed è in balia del mercato. (tu che non sei saldo e sei in balia totale della società e di quello che vuole per te)

  2. il titolo B: visto nel brevissimo/breve periodo, ha un'oscillazione praticamente nulla, magari sale o scende di qualche centesimo al giorno. Ma allargando il periodo di osservazione, per esempio a due anni, si può notare che il prezzo della singola azione è costantemente cresciuto fino a raddoppiarsi/triplicarsi/quadruplicarsi (il vero lavoro su stessi, figlio di un percorso di consapevolezza, che ti fa riappriopriare della tua vita, fino alla realizzazione)

Quale sceglieresti?

Sicuramente il titolo B!

Allora perché nella tua vita stai scegliendo il titolo A? Perché sei in balia della società? Perché non sei parte attiva di un lento, talvolta impercettibile, ma costante e inesorabile progresso che porta alla piena realizzazione di te stesso?

Un altro pregiudizio che c'è nei confronti della costanza è la difficoltà.

Tutto nella vita è difficile, anche vivere. C'è un vecchio detto che dice: maggiore è la difficoltà, più grande è il premio. Ed è esattamente questo che avviene, per ogni cosa che ti ho proposto in tutte queste settimane. Stiamo andando sempre più a fondo di te stesso, stiamo andando a porre l'attenzione su tantissime cose che spesso vengono date per scontate e questo è "difficile". È difficile se NON HAI VOGLIA! Se hai voglia, superato quel minimo di difficoltà iniziale che ogni cosa che non conosci o che non sei abituato a fare ha, la costanza diventa semplice. Spesso mi viene da chiedermi come sia possibile, visti i benefici che ne ho, che le persone rinuncino alla costanza, ma scelgano i picchi di cui sopra. Per questo c'è la convinzione diffusa che la felicità sia l'attimo che non torna più. Se vivi di picchi, pensi davvero che quella sia la felicità. Niente di più SBAGLIATO!


La costanza inoltre cresce. Sì perché fa parte di un circolo virtuoso auto-alimentante. Se io riesco ad essere costante, il mio cervello si abitua a quella costanza e ne vuole sempre di più, perché percepisce i benefici che ne risultano. Benefici interni, ma anche esterni, perché una persona costante, è una persona affidabile, una persona che può essere tranquillamente un leader, una di cui ti puoi fidare.

Il più forte giocatore di calcio del mondo, Cristiano Ronaldo, è uno di quelli che ha come caratteristica base del suo essere la costanza. Una sua frase celebre è: ““Se non mi alleno per un giorno me ne accorgo solo io, se non mi alleno per due giorni se ne accorge anche il mio allenatore”. Lui è stato uno dei primi a introdurre il bagno ghiacciato alla fine di un allenamento o di una partita. Ha un'alimentazione rigorosa. È costante in ogni aspetto del suo lavoro. Ha talento? Sì. Ma quanti giocatori di talento ci sono nel mondo? Tantissimi! Di Ronaldo però, c'è n'è uno soltanto. Muhammad Alì, prima che si ammalasse, aveva la stessa costanza. Martin Luther King. Ghandi. Madre Teresa. Ogni individuo che ha scelto la costanza, cioè la costruzione giorno per giorno di se stesso, ha potuto esaltare il proprio talento, diventando un leader, nel proprio campo, costruendo la gioia, per se stesso e per tutti coloro che l'hanno seguito.

Ognuno di noi ha, almeno, un talento. Questo è il "fato" che si posa su di te, cioè quello che l'Universo ti ha donato. La costanza, il sacrificio, la volontà, la coerenza, i valori, ecc. sono invece il destino, cioè il “lavoro” che ognuno di noi compie su se stesso giornalmente. L'unione tra il fato e il destino è la missione di vita, cioè la piena realizzazione del proprio Essere. Ognuno dei precedenti esempi (eclatanti) ha fatto questo. Ma ce ne saranno milioni, nel presente e nel passato, che non ho citato.

Bada bene: avere notorietà non significa per forza essere realizzati. Avere notorietà è la credenza diffusa che una persona è realizzata. Ma spesso, più è alimentata questa credenza, minore è la possibilità che quella sia una persona davvero realizzata.

In definitiva, vuoi avere i famosi "5 minuti di notorietà" o vuoi essere REALIZZATO?