Limitless


Oggi voglio affrontare un argomento che a me sta molto a cuore: il limite.

Per fare un percorso di consapevolezza, è fondamentale che si parta dal presupposto che il limite sei tu stess*.

Tu dirai: “Sì ma la società ti impone i limiti, se io volessi andare in giro nud* non posso farlo, se io volessi fare sesso per strada non potrei farlo, ecc.”

In realtà tu potresti scegliere di farlo, poi c'è la possibilità che ne paghi le “conseguenze”, ma come ben sappiamo per qualsiasi cosa si paga un prezzo.

La libertà ha un costo.

Per questo la società la limita, perché è più semplice controllare invece di consapevolizzare qualcuno. È più facile proibirti di fare qualcosa invece che spiegarti quali sono i benefici personali e collettivi nell'evitare di farla.

Quasi tutti i genitori, se ci pensi, agiscono in questa maniera; sono davvero pochi quelli che spiegano al figlio il perché sia meglio evitare di fare quella cosa, cercando davvero di fargliela comprendere.

Nel primo caso, cioè nella proibizione, si genera un limite.

Nel secondo si genera una consapevolezza.

Se tutti fossimo consapevoli di qualcosa, ne potremmo discutere ed elaborarla, farla evolvere.

Se invece ti dicessi “è così e basta” (cioè è un'imposizione), come potresti mai farla evolvere?

Non si può.

Noi sappiamo che fare sesso in pubblico è proibito. Ma se tutti fossimo consapevoli del fatto che è un modo di esprimere l'amore verso qualcuno, come “società” intendo, potremmo scegliere di renderlo legale. Ora non sto dicendo che vada fatto, ok? Ma che dove c'è dialogo (interno o esterno) c'è consapevolezza e dove c'è consapevolezza, c'è evoluzione.

Dov'è il limite nel mio ragionamento?

Non c'è.

Non esiste.

Non è contemplato.


Da questo discorso, che è molto generale, andiamo al particolare.

Domanda secca: tu quanti limiti hai?

Te lo dico io: tanti.

Sicuramente tutti quelli che ti ha imposto la società e quelli che negli anni ti hanno imposto i genitori.

Probabilmente qualcuno di questi l'hai messo in discussione, ma la maggior parte sono ancora lì.

Poi ci sono quelli che sono nati a scuola, quelli che sono nati con i tuoi amici, con i tuoi ex partner, ecc.

Insomma, quando pensi o dici di essere libero, mio caro Life Helping Practitioner, stai dicendo qualcosa di completamente errato.

Non ti sto dicendo che tutto quello che dice la società o tutto ciò che tu hai imparato nella vita sia sbagliato. Ci sono sicuramente molte cose che sono corrette.

Quello che ti sto dicendo è che non le hai scelte.

O se lo hai fatto, è stata di conseguenza a un qualcosa.

Per poter scegliere consapevolmente, qualsiasi cosa va messa in discussione in toto, osservata, analizzata, compresa, sperimentato altro e, nel caso in cui successivamente tu sia ancora convint* che sia corretta, allora diventa una scelta consapevole e non più un limite.


Cosa significa realmente limite?

Dal lat. limes, che propriamente significa via traversa e quindi, confine, frontiera. I romani dissero "limiti" quelle pietre che segnavano i confini, le quali erano sacre e non potevano rimuoversi senza delitto, essendo esse sotto la speciale protezione di una divinità pur essa detta "Limite".

Per questo sono poche le persone che si ribellano davvero al “limite” (cioè non coloro che agiscono di reazione, ma scelgono consapevolmente di farlo!) e generalmente lo fanno dopo tanto lavoro su se stessi.

È una cosa radicata in duemila anni di storia. Fa parte ormai del nostro DNA.

Un limite è una limite, nessuno può superarlo, pena l'essere uccisi.

Chi è che metterebbe in discussione con queste condizioni?

Nessuno.

Forse. ;-)

Quando parlo di limite c'è sempre una storia che mi viene da raccontare, che sembra sia di Zig Ziglar ed è questa.

Una pulce ha la possibilità di fare dei salti fino a circa 20 cm. Ti sembrerà poco, ma in realtà è circa 150 volte la propria altezza. È come se io che sono alto 184 cm, saltassi 276 metri, solo piegandomi sulle ginocchia.

Se volessi addestrare una pulce (e fondamentalmente funziona nello stesso modo ogni cervello di ogni essere vivente, compreso il nostro) basterebbe che io la metta in un barattolo di 19 cm munita di coperchio chiuso. Ovviamente la pulce cosa farà? Tenderà a saltare e sbatterà contro la parte interna del tappo del barattolo. Dopo un paio d'ore di tentativi fatti, con annesso dolore e sofferenza, la pulce smetterà di provarci e tenderà a saltare poco meno del limite che le è stato imposto. A quel punto puoi togliere il tappo, perché puoi star certo che quella pulce, anche se ha la possibilità, in qualsiasi momento, di saltar fuori dal barattolo, non lo farà più, perché ha paura di farsi male e di soffrire.

Le hai creato un limite.


Questo avviene anche per noi esseri umani.

Tutti i limiti che hai si sono generati in questa maniera. Ovviamente nessuno, almeno apparentemente, ti ha messo in un barattolo. In realtà è ciò che fanno il governo, la società, i tuoi genitori, i tuoi ex, ecc.

Finora hai cercato di barcamenarti tra tutti questi limiti.

Se mi stai seguendo, è arrivato il momento di lasciar andare tutti i limiti e di riappropriarti della tua tua essenza, della tua possibilità di saltare oltre il barattolo.

Life Helping, baby!

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