Lo spazio nella coppia



Mi è capitato di leggere una storia molto bella, ultimamente. Fa parte della tradizione sciamanica degli indiani Sioux ed è stata raccolta dalla scrittrice, attivista e musicista Zitkala-Sa.


La leggenda dell’aquila e del falco

Narra di una giovane coppia di indigeni Sioux, che amandosi alla follia e volendosi sposare, si recarono a visitare lo sciamano del villaggio con un quesito.

Il ragazzo Toro Bravo, era un coraggioso guerriero il cui cuore era abitato da onore e nobiltà d’animo. Nuvola Alta, la ragazza, era una donna decisa e forte, ma accompagnata dall'Amore.

Scopo della visita: avevano paura che il loro fidanzamento, che quell’amore così devoto e solido che ora si dichiaravano, si sarebbe in qualche modo rovinato.

“Noi ci amiamo e ci vogliamo sposare. Ma abbiamo paura che, anche se ci amiamo così tanto, questo non basti per poter restare l’uno accanto all’altra fino alla morte. Che cosa possiamo fare?”.


Il vecchio sciamano fissò entrambi per qualche istante con il suo sguardo acuto, il suo volto scalfito dagli anni, connettendosi con la grande saggezza e disse:

“Fate ciò che deve essere fatto. Tu, Nube Azzurra, devi scalare il monte al Nord del villaggio. Solo con una rete, devi prendere il falco più forte e quello che vola più in alto di tutti. Portarlo qui vivo, il terzo giorno dopo la luna nuova. E tu, Toro Bravo, devi scalare la montagna a Sud più alta che trovi; in cima troverai l'aquila più bella, più forte e che vola più in alto di tutte. Solo con una rete dovrai prenderla e portarla a me, viva!”.


I giovani si abbracciarono amorevolmente e poi partirono per compiere la missione.

Ci volle qualche giorno ma entrambi riuscirono nella loro impresa.


Al loro ritorno lo stregone li accolse di nuovo, e chiese:

“Nube Azzurra, hai preso il falco più forte e che volava più alto di tutti?” Nube Azzurra fece un cenno di assenso.

“Toro Bravo, tu hai preso l'aquila più bella, più forte e che vola più in alto di tutte?” Anche Toro Bravo fece un cenno di assenso.


“Adesso Prendete gli uccelli e legateli fra loro per una zampa con questi lacci di cuoio. Quando saranno legati, lasciateli andare perché volino liberi” – rispose il vecchio saggio Sioux.


Fecero quanto era stato ordinato e, dopo averli legati, liberarono gli uccelli.

L’aquila e il falco tentarono di volare, ma riuscirono solo a fare piccoli balzi sul terreno, cadendo ostacolandosi l'un l'altro. Dopo un po’ gli uccelli cominciarono ad aggredirsi l’un altro, beccandosi.


I due ragazzi rimasero attoniti, e anche un po' impauriti, da ciò che stavano vedendo; allora, il vecchio saggio disse:

“Imparate da quello che avete appena visto. Se vi incatenate l’uno all’altro, anche se si tratta d’amore, quell'amore finirà e non farete altro che ferirvi, lacerarvi e rendervi infelici.

Se volete che il vostro amore duri, volate assieme, volate alto, ma mai legati. Supportatevi, rispettatevi, e lasciate libero l'altro di volare, coltivando ogni giorno il vostro Amore.

Perché il vero amore unisce, ma non vincola.”


A me questa storia, ogni volta che la rileggo mi lascia senza parole, dalla bellezza che esprime.

Non ti nego, che per scrivere quest'articolo, ci sto impiegando molto più tempo del solito.


Sì perché la domanda che mi viene da farti è: non solo nel rapporto di coppia, ma in qualsiasi rapporto (amicizia, amore, genitori/figli, ecc.), quando mai ti è capitato di trovare qualcuno che invece di legarti a sé, di tarparti le ali o anche solo di controllarti in un qualche aspetto, ti abbia lasciato libero di Essere, sia stata la tua “tana”, la tua casa, senza farti sentire in gabbia?

Voglio che ti prenda un po' di tempo per riflettere su questa domanda, prima di continuare a leggere.

È stata proprio questa domanda a farmi rallentare.


Io l'ho mai fatto?


Sì, negli ultimi due anni lo sto facendo.


A me è stato mai fatto? Sono mai stato lasciato libero di Essere senza costrizioni?


Ahimè no.


Realizzarlo, devo ammettere, è stato più doloroso di quanto credessi. Perché, almeno nella mia vita, non ci sono mai state persone che concepiscano l'Amore come libertà d'Essere, ma al contrario, come controllo. Quindi, io non ho mai conosciuto qualcuno che sappia cosa sia l'Amore e di conseguenza lo sia, lo esprima.


Perché questo?


Ormai dovresti sapere che, la maggior parte delle cose che noi facciamo, vengono da ciò che abbiamo appreso con i neuroni specchio dalla società e dalla famiglia.

Da ciò si evince che nessuno lo sa, perché non viene praticato, non viene insegnato.

Per questo ho voluto fare un piccolo focus su quest'argomento. Lo spazio.


Facendo qualche ricerca, ho scoperto che è anche uno dei motivi più frequenti di litigi, leggende Sioux a parte.

Infatti barcamenarsi tra il calcetto, la palestra, lo yoga, gli amici, gli aperitivi, ecc sembra sia un problema.

Sinceramente questa frase, mentre la sto scrivendo mi fa ridere molto.

Allora rendiamola seria: Vivere sembra sia un problema.

Come “Vivere”?

Eh sì. Vivere. Avere una vita, degli interessi, delle attitudini, soddisfare i propri 44 bisogni, significa

VIVERE.


La vita è un susseguirsi di attimi in cui la mente sta zitta, il cuore è vuoto da pesi per accogliere la Gioia, quindi essere in armonia con il mondo.

Se a me giocare a calcetto mi fa stare bene, mi fa sentire vivo, perché mi devo limitare?

Se a me fare palestra o yoga mi fa stare bene, mi fa sentire vivo, perché mi devo limitare?

Se a me uscire con gli amici mi fa stare bene, mi fa sentire vivo, perché mi devo limitare?

Se a me leggere, dipingere, disegnare, scolpire, comporre o suonare mi fa stare bene, mi fa sentire vivo, perché mi devo limitare?


Perché un bisogno, quello della relazione di coppia, deve sovrastare gli altri e diventare una limitazione?


Se io ho 44 bisogni da soddisfare per poter essere Gioia, io ho necessità di soddisfarli tutti e 44!


Quello che fa la differenza è quanto si riesce a condividere i propri spazi con il proprio partner, potendo soddisfare più bisogni possibili, ma, altrettanto, mantenendone dei propri.


A me piace viaggiare? Io farò dei viaggi da solo/con amici e alcuni con la mia compagna.

Mi piace fare yoga? Voglio farlo da solo/a.

Mi piace buttarmi con il paracadute? Posso farlo sia da solo che con la mia compagna.

Alla mia compagna piace ballare? Se vuole condividerlo con me, magari posso andare con lei. In caso contrario si prenderà il proprio spazio e io farò altro o andrò in un'altra scuola, se anch'io ho la stessa intenzione.


Insomma...questo è DAVVERO un problema?

A mio modesto parere, no. Come può essere un problema di cui litigare?

Questo è un discorso “logistico” cioè, semplicemente, di gestione. La maniera migliore per poter gestire questo discorso è di organizzarsi. Sedersi a tavolino e farlo. Semplicemente.


Allora qual è il vero problema?


Le aspettative. La gelosia. La consuetudine. La (mancanza di) coerenza. La paura. L'orgoglio. Il controllo. Il Giudizio. La mancanza di Amore vero.


Questi sono davvero i limiti della coppia, quelli che le persone “sfogano” nello spazio. (che tra l'altro ho trattato nelle settimane e nei mesi precedenti, quindi nel caso in cui tu non l'abbia fatto, ti consiglio di andare a leggere gli articoli!)


Perché vedere felice l'altra persona è il “compenso” più grande che si possa ricevere dallo stare insieme a qualcuno. Se questo concetto è presente in entrambi esiste l'Amore vero.

Perché il vero amore unisce, ma non vincola.”

3 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
Canzone della Gioia