Mentire, mentire e ancora mentire!


Ti è mai capitato di avere a che fare con un mentitore seriale?

Sono quegli individui che hanno necessità di dire bugie sempre, quasi in maniera compulsiva.

Io anni fa avevo un amico che si comportava in questa maniera. Una volta capito quanto con me fosse inutile mentire, visto che gli riconoscevo tutte le bugie, dopo un po' smise, almeno con me.

Ma qual è l'impulso ad avere un atteggiamento del genere?

Perché una persona arriva a costruire la (quasi) totalità della propria vita su un castello di bugie?

Intanto andiamo a vedere il significato etimologico della parola Bugia: dal lat. bauscia, baucia, falsità inganno, che sembra trarre da bosa, cattiveria - Parola o discorso che altri fa, contrario al vero da lui conosciuto.

Interessante notare come oltre a falsità e inganno, ci sia il sotto testo di “cattiveria”.

(Anche molto interessante notare che nel dialetto lombardo si usi il termine “bauscia”, con il significato di sbruffone, fanfarone che poi è in altri termini uno che racconta bugie)

Anche il significato di mentire, quindi di mentitore, è simile a quello appena espresso.

Mentire viene fatto consapevolmente, quindi. “Lui” sa qual è la verità ma sceglie di inventare qualcosa al suo posto.

Io non ho mai conosciuto neanche una persona che non abbia mentito almeno una volta nella sua vita. Questo possiamo darlo per assodato.

Esistono persino le “bugie bianche” quelle che, secondo chi le dice, vengono dette a fin di bene.

Mio modesto parere è che il bene massimo che si può fare ad un essere umano è di dirgli sempre la verità, ma a questo concetto ci sono arrivato; infatti anche io ho detto bugie, soprattutto in adolescenza e nella fase subito successiva.

Perché un essere umano arriva a esprimere quasi sempre una bugia? Perché sceglie di dire consapevolmente il falso?


Le ragioni di questo comportamento sono da ricercarsi in più fasi della nostra vita.

Se nella primissima infanzia i miei genitori avessero represso la mia espressione, a male parole, non dandogli valore o peggio venendo deriso, io non mi sarei mai sentito “giusto”, perché loro mi avrebbero, attraverso quel tipo di risposta, fatto sentire “sbagliato”. Quindi per evitare quella sensazione sgradevole, avrei di conseguenza, iniziato a mentire per essere “accolto” da loro.

I figli dei genitori narcisisti, subiscono proprio questo, e sono i primi a diventare dei mentitori seriali. Può capitare, in aggiunta, che pratichino il sesso in maniera compulsiva, perché non avendo ricevuto amore e affetto, vanno alla ricerca del sentirsi amati attraverso il sesso e questi due comportamenti insieme sono caratteristiche proprie dei borderline.

Pensa quanto deve essere stato traumatico per un bambino sentirsi “sbagliato” solo perché ha espresso quello che sentiva. La conseguenza di questo trauma è che da adulto, continua a perpetrare lo stesso comportamento con tutti, perché inconsciamente ha paura di non venire accolto, di essere giudicato, quindi mentirà per piacere alle persone.

Ci sono altre fasi della vita in cui si inizia a mentire. Una di questa è proprio l'adolescenza.

Durante questo periodo l'essere umano passa da bambino ad adulto. Lo scopo è quello di riuscire a tagliare il cordone ombelicale. C'è uno scombussolamento ormonale, si inizia a provare attrazione per l'altro sesso, ci si vergogna dei propri genitori e spesso è proprio il periodo in cui iniziano i veri litigi. Di conseguenza a questo, proprio per evitare “rotture di scatole” si inizia a mentire, sperando che i genitori non si accorgano della bugia, per evitare poi la punizione. È una fase in cui, inoltre, si vuole provare il brivido del proibito e tra questo c'è anche il mentire sperando di farla franca.

Ciò che ho appena raccontato è del tutto “normale”.

Quello che risulterebbe essere “a-normale” è se con i propri genitori, superata la maggiore età ci si comporti ancora in questa maniera. Mentire con chi si esce, cosa si fa, i propri vizi o tante altre cose, le stesse che si fanno durante l'adolescenza. Non è detto che bisogna per forza informarli, anzi. Dico solo che mi è capitato di conoscere persone che hanno superato i trent'anni e per uscire con un ragazzo o una ragazza dovevano mentire. Oppure che mentissero sul fatto di fumare. Ormai si dovrebbe essere “adulti” e di conseguenza questi comportamenti dovrebbero essere stati abbandonati!


Un'altra scena classica del costruire una (parte della) vita sul mentire è quando un partner di una coppia s'invaghisce di una persona al di fuori. Inizia a costruirsi una vita alternativa, fatta di bugie, perché non vuole ammettere con se stess* che in quella situazione non si trova più bene. È uno scarico di responsabilità, quindi un comportarsi da adolescente e non da adulto.


Ancora.

Ci sono “maschi” che per rimorchiare una donna (questo è un comportamento prettamente maschile), s'inventano una vita parallela, un lavoro parallelo, pur di evitare di presentarsi per quello che sono. E secondo loro è una cosa molto innocente. Certo può essere divertente provare il brivido una o due volte, il fare una cosa del genere. Può sembrare un gioco di ruolo impersonare qualcun altro. Quand'è che diventa un problema? Quando diventa seriale, perché si giudica la propria vita un fallimento. O non si ha il coraggio di essere se stessi, perché probabilmente ci si giudica o peggio non ci si vuole assumere la responsabilità che comporta conoscere un altro essere umano (nella fattispecie una donna), quindi di riconoscerne il valore, in quanto essere umano, e i sentimenti. Qualsiasi sia la motivazione diventa un comportamento patologico.

Qual è il comune denominatore di tutte le situazioni in cui si mente?

Il giudizio e la mancanza di accoglienza, nei confronti di me stesso, con spesso la vergogna che l'accompagna.

Maggiore è il mio giudizio “negativo” su qualcosa, maggiore sarà la mia volontà di celarla, di nasconderla. Se io mi amo, sono in pace con me stesso e con gli altri, mi piaccio per quello che sono e sono responsabile di quello che è la mia vita, non avrei alcun problema ad essere sempre sincero, perché lo sono con me stesso.

Mentire fuori è mentire a se stessi!

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