Mi mostro o non mi mostro?


L'altro giorno è stato il compleanno di una mia cara amica, che ha deciso di festeggiare facendo “Azul”, una danza senza passi prestabiliti, in un parco di Roma.

La scena era questa: una decina di persone, tutte dotate di cuffie, che ballavano senza che nessun altro potesse sentire la musica. Essendo un parco pubblico, sono passate diverse persone che si sono soffermate a guardarci e alcune ci hanno ripreso anche col telefono.

La maggior parte delle persone presenti non se n'è nemmeno accorta, intenta com'era a ballare. Io, essendo molto curioso, ogni tanto mi sono guardato intorno per vedere le espressioni delle persone che ci guardavano... e poi c'era un ragazzo che, ho notato, si inibiva dal ballare nel momento in cui notava di essere osservato. L'ho osservato per un po' e avrei voluto chiedergli cosa stesse provando e come mai. In realtà, tra tutti noi, era quello che si è “scatenato” di meno, era soltanto sul passo base, il solito movimento laterale con le braccia piegate a novanta gradi.


Nel Life Helping, nella macro area del Riconoscimento, ho individuato il bisogno di personalità esteriore. Che cos'è?

La personalità esteriore è ciò che noi scegliamo di mostrare al mondo.

In un percorso di consapevolezza, lo scopo finale è quello che non ci sia una vera e propria maschera o la recita di un ruolo attribuitoci dall'esterno o che noi, chissà quando, abbiamo inconsapevolmente scelto. La cosa migliore sarebbe esprimere pienamente il nostro Essere, o almeno parte di esso.

Quel ragazzo cosa stava mostrando al mondo? Qual era la maschera che stava mettendo?

Aveva paura del giudizio della gente, di coloro che passavano, di persone che non aveva mai visto prima e che non avrebbe mai più visto dopo.


La sua personalità esteriore è stata, almeno in quel caso, totalmente distante dal suo Essere.

Quindi come facciamo ad avere una personalità esteriore in linea con noi stessi?

La risposta più semplice, come sempre, non viene dall'esterno, ma da dentro.

Chi sono?


La domanda fondamentale di ogni essere umano. Riuscire a rispondere ti fa essere un pezzo avanti!

Come si fa a rispondere ad una domanda del genere, esiste un metodo?

Sì, esiste.


Il Life Helping, ovviamente.

Come aiuta a rispondere al chi sono?

In tutta la tua vita, sei stato bombardato di visioni esterne. Tua madre ti vede in un modo, tuo padre ti vede in un altro, i tuoi fratelli/sorelle (se ne hai) in un altro ancora, i tuoi insegnanti, i tuoi amici, la società in generale, la pubblicità.

Ognuno ha una propria visione di te.

Non solo.

Anche tu hai una visione di te stess*, che, ti posso assicurare, non corrisponde (quasi) mai al vero. Ho sentito dire: “Io sono una persona che non giudica” e ogni tre parole c'erano due giudizi. “Io sono una persona empatica” e poi non c'era la minima intenzione di percepire ciò che l'altro stesse provando. “Io so ascoltare” e ti interrompono ogni 3 parole per dire la loro. Eccetera eccetera.

Tutto quello che tu credi sia, non è.


Perché una credenza dovrebbe essere semplicemente l'espressione di un tuo valore. Come ti raccontavo la scorsa settimana, ho fatto mio il mantra “io sono coraggio” e da quel momento io vivo in maniera coraggiosa. Non vuol dire che non ho paura, ma che vivo nonostante la paura e niente e nessuno mi può limitare. Affronto la mia vita a testa alta e petto in fuori, anche le cose che mi fanno più male. Anzi, soprattutto quelle.

Io sono coraggio e vivo in maniera “coraggiosa”.


Come ho fatto ad Essere coraggio? Ma più in generale, come faccio ad essere me stesso?

Ho ripulito la mia mente.

Ho messo in discussione (e continuo a farlo) ogni cosa che sento anche minimamente dissonante da me, dal mio Essere, dalla mia Anima.

Questo processo ti permette di fare “spazio”. A cosa?

A te!

Più cose vai a togliere di quelle che ti sono state inserite dall'esterno e maggiormente esprimerai te stess*.

Ed è proprio ciò che ti viene da dentro, scegliendolo, che andrai a mostrare nella tua “personalità esteriore”.


Basta questo per avere una “corretta” personalità esteriore?

Ahimè no.

Un altra cosa fondamentale per poter lasciar fluire se stessi è aver smesso di giudicare!

Io sono convinto che quel ragazzo che ho conosciuto alla festa della mia amica si giudicasse e anche tanto, perché altrimenti avrebbe ballato come se non ci fosse un domani!

Infatti il giudizio cos'è? Un limite. E maggiormente tu credi e ti ripeti una determinata cosa, maggiormente si rafforza il canale neuronale e di conseguenza, si radica sempre più in te.

Se tutti i giorni ti ripetessi “quanto sono cretin*”, dopo un po' di tempo saresti convinto di esserlo e, per poter mantenere attivo il circolo vizioso, inizieresti davvero a comportartici!

Con una mente ripulita invece, così come per l'autostima, il tuo Essere fluisce e tu Sei. Non hai più bisogno di nasconderti, non hai più bisogno di vergognarti o di inibirti. “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, diceva Virgilio a Dante.

E poi ancora: per avere una personalità esteriore in linea con noi stessi, dobbiamo saper scegliere. Perché? Perché non è detto che io voglia mostrare tutto a tutti o che io possa farlo davvero. In questo caso non è inibizione o vergogna, ma semplicemente misurare se stessi riguardo al contesto. Se io durante una messa in chiesa, mi spogliassi nudo e cominciassi a masturbarmi, potrei anche sentirmi libero e magari la ravviverei, ma sicuramente sarei un po' fuori contesto, oltre al fatto che sarei passibile di denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Ma si possono fare anche altri esempi, meno “appariscenti”.

La cosa importante è poter esprimere il massimo di noi stessi applicato al contesto in cui ci troviamo.

In ultimo sarebbero necessarie delle “skills”, associate a dei valori, quali onestà, sincerità, una morale forte, ma anche ottime capacità comunicative, meglio ancora se con la comunicazione non-violenta, per poter esprimere al meglio la nostra “personalità esteriore”!

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