Relazioni Sociali (anche in tempi di pandemia)



Nell'ambito del bisogno di affettività, oltre alla “relazione di coppia” di cui abbiamo ampiamente discusso, esistono altre categorie: le relazioni sociali, l'amicizia e il rapporto con i figli.

Nel focus di questa settimana tratteremo le “relazioni sociali”.


Già nel IV sec A.C., Aristotele, nel suo Politica scrisse che “l'essere umano è un animale sociale” che vuole aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società.

È un bisogno fondamentale per l'Essere Umano.


Cosa intendo per bisogno di “relazioni sociali”?

È il bisogno che si ha di entrare in relazione con altri esseri umani, che, come hai potuto vedere dalla mia distinzione, non riguarda i rapporti più stretti.

Di che rapporti stiamo parlando e perché abbiamo bisogno di entrare in relazione con altri esseri umani?


Sono tutti i rapporti che hanno una funzione!

Infatti se ci pensi il 90% delle relazioni sociali che noi abbiamo, ci servono ad uno scopo.

Vai in un negozio e con coloro che ci lavorano, tu hai una “relazione sociale”.

Fai uno sport e con l'istruttore e i compagni, tu hai una “relazione sociale”.

Vai dal medico e con la segretaria, con gli altri pazienti se sei un* chiacchieron* e il medico stesso, tu hai una “relazione sociale”.

Viene una persona a fare le pulizie a casa e con quella persona tu hai una “relazione sociale”.

Con le parentele, visto che non è un rapporto costante e continuativo, tu hai una “relazione sociale”.

Non solo.


Andando un pochino più in profondità, a parte le relazioni di pochi secondi/minuti, quando entri in contatto con altri, tu vai a soddisfare anche il tuo bisogno di conoscenza, come spiegava lo stesso Aristotele.

È attraverso il dibattito, la condivisione che abbiamo modo di accrescerci, di conoscere. Infatti l'essere umano fondamentalmente impara per contrasto e quel contrasto viene proprio dalla relazione sociale.

Hai mai sentito dire che gli altri sono il nostro specchio?

Ecco, se non dovessimo avere quella rete di conoscenze, non abbiamo più specchi con cui confrontarci. Come diceva il filosofo tedesco Hegel, l’intersocialità, il “vedere gli altri”, è di fondamentale importanza perché il singolo individuo possa capire prima di tutto se stesso.

Questo perché senza un confronto, un misurarsi, si resta nel proprio io, nel proprio vuoto. È appunto, attraverso l'altro che possiamo fare esperienza, che possa essere “negativa” o “positiva”, è del tutto indifferente.

Se mi stai seguendo dall'inizio avrai compreso come sia fondamentale uscire dalla “dualità” di questo mondo, perché positivo o negativo è solo un'interpretazione di qualcosa che, di per sé, non è ne positiva ne negativa.

In medicina cinese, quando c'è una stasi di Qi (soffio vitale, o anche, in maniera più generica, Energia), si crea una malattia. Le relazioni sociali hanno anche la funzione di muovere quel Qi, “quell'energia” dentro di noi, perché avviene un interscambio continuo.

Quando io entro dal macellaio e lo saluto, sto dando a lui la mia energia e se mi dovesse ricambiare anche lui da energia a me. Per questo è fondamentale che si saluti con il sorriso “esprimendosi in maniera positiva”.

Pensaci.

Quella persona passa tutto il suo tempo lavorativo dentro un negozio (non vale solo per il macellaio, ma per tutti coloro che lavorano in un negozio o in un ufficio che ha contatti con il pubblico, e sì, anche quest'ultime sono “relazioni sociali”!), quindi è “costretto” a subire l'energia che le persone gli “portano”.


Facciamo un esempio:

Tu (generico) vai in quel negozio e, precedentemente, magari, hai litigato con il tuo partner.

Quindi le tue energie sono basse. (Le tue energie, come ti ho già detto, hanno un diametro di espansione, a prescindere dalla tua volontà, intorno a te, di 6 metri)

Entri nel negozio e mandi un po' delle tue energie basse a quella persona. Per quei due o tre minuti che ci entri in contatto, se l'altr* aveva un'energia con vibrazioni più alte delle tue, tu hai “rubato” un po' della sua, alzando leggermente le tue e abbassando le sue.

Immagina quanta gente entra in un negozio ogni giorno.

Se tutti i clienti fossero arrabbiati, tristi, ecc. pensa quanta “energia spazzatura” riceverebbe, suo malgrado, colui/colei che lavora.

Può succedere anche il contrario ovviamente.

Magari il gestore del locale è in crisi, ha problemi di vendite o suoi personali, tu entri in quel posto e senti solo la voglia di andare via. Ahimè coloro che hanno un'attività con il pubblico sono obbligati ad avere energie alte, altrimenti si attuano circoli viziosi energetici verso il basso, che porteranno, prima o poi, alla chiusura.

Per tornare all'argomento principale, come avrai ben potuto comprendere da questo breve articolo, è fondamentale avere delle relazioni sociali di qualità, con chiunque. La soluzione è immettere Amore: quindi, a prescindere da chi si ha davanti, sorriso, accoglienza, allegria, parlare, dare valore. Anche se uno dovesse ricevere risposte sgarbate, bisogna ricordarsi che sono fatte per rubare energia e che io posso scegliere se “farmela rubare” o meno, e, immettendo Amore, io non mi faccio rubare nulla, ma la sublimo, la trasformo!

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