Seguire il flusso (o Life Helping!)


Spesso si sente dire, “Segui il flusso” o “followthe flow”, ma cosa mai significa quest'affermazione?

Io ho impiegato diversi anni per comprenderne fino in fondo il significato.


Per iniziare a darti un'idea, voglio raccontarti un aneddoto che mi è successo l'estate scorsa.

Ero in vacanza in Trentino con un amico e mi è capitato di conoscere due ragazze. Stavamo facendo una gita insieme, andando al lago di Misurina ed eravamo con la mia auto. Al ritorno dal lago, ci dicono, “visto che siete stati così gentili da accompagnarci, vi vogliamo offrire un aperitivo”. Chiedono indicazioni ad un tipo che c'era all'ingresso del parcheggio e lui gli dice che proseguendo sulla strada, e poi girando a sinistra ci sarebbe stata la piazza di un paesino dove, probabilmente, ci sarebbe potuto essere un bar aperto (era domenica). Arriviamo a questa piazzetta, ma non c'era fondamentalmente nulla. Loro due subito iniziano a lamentarsi: “Ah ma guarda che sfiga” “Siamo arrivati fino a qui e non c'è nulla” “Ci ha dato un'indicazione sbagliata” “Dai Adri, torna indietro”

Al contrario loro, io sentivo che invece eravamo sulla strada giusta, ma non ancora dove saremmo dovuti arrivare e rispondo “No ragazze, sto seguendo il flusso... fidatevi che andrà bene”

Loro molto scettiche mi rispondono: “Vabbè vedi tu”.

Percorro cinquecento metri circa e c'era un gruppo di ragazzi che con uno stereo portatile, facevano suonare una delle mie canzoni preferite degli Ac-Dc. Un segno.

Nel frattempo attraverso tutto questo paesino e giro a sinistra e a destra senza realmente sapere dove stessi andando, ma sapevo che avrebbe portato da qualche parte.

Circa un chilometro dopo sbuchiamo davanti ad una specie di castelletto, immerso nella natura, con alla sinistra una salita verso un picco e alla destra una visuale a 180 gradi sulla vallata. Questo castelletto era un albergo, stava facendo un aperitivo con una marea di roba da mangiare (sia calda che fredda) e addirittura aveva un cuoco che grigliava la carne, delle brocche di Hugo e Spritz a disposizione, e in più potevi ordinare ciò che volevi.

Visto questo posto, che in realtà, in sé ha portato tante altre piccole sorprese, in coro mi dicono: “Sei un grande! Amiamo il tuo flusso!”


Ovviamente non era “il mio flusso”, ma loro non hanno la minima idea di cosa significhi e quindi pensavano che fosse qualcosa di “mio”.


Sai perché ho chiamato il mio percorso “Life Helping”? Per questa motivazione. Significa “Aiutando la Vita” a scorrere, smettendo di fare resistenza, cioè in altre parole a seguire il flusso!


Io sono sicuro che in eventi sporadici anche a te sia successo di avere un'intuizione e di seguirla senza comprenderne il motivo; una specie di sesto senso. Ecco in quel caso stavi seguendo il flusso.

Funziona solo con le uscite o con gli aperitivi?

ASSOLUTAMENTE NO!


Si vive in questa maniera. Per l'appunto Life Helping!

E come si fa a vivere in questo modo costantemente? Quali sono i nemici del flusso?

Il primo nemico è il controllo. Come sappiamo è il passaggio di una situazione al vaglio della mente. Riprendendo l'esempio che ti ho fatto, se avessi iniziato a pensare, avrei perso la connessione, mi sarei iniziato a porre domande quali: “Ma dove sto andando? Perché il mio istinto mi dice di andare in questa direzione piuttosto che in quest'altra? Farò bene a seguirlo?” e tantissime altre possibili, che mi avrebbero rallentato o peggio ancora fermato.

Per seguire il flusso appunto il primo requisito fondamentale è lasciar andare il controllo.


Cosa genera il controllo?

La paura!

Andando più in profondità, quindi, è la paura che ti fa attuare il meccanismo del controllo. Ma paura di cosa?

Semplice, dell'ignoto. Ad ognuno di noi spaventa non sapere cosa possa succedere, la mente tende a ripetere azioni di abitudine proprio perché è paurosa!

Sempre riprendendo l'esempio precedente, io non sapevo dove stessi andando e se mi fossi fatto il minimo problema, probabilmente sarei tornato indietro.

Tu dirai “Facile dirlo per un'uscita, non stai mettendo in gioco la tua vita”.

Allora ti faccio un altro “piccolissimo” esempio: io ad aprile scorso (tant'è che ti ho raccontato la mia esperienza con il trasloco) ho lasciato Milano non per andare a Torino, come stavo per fare, ma per venire a vivere in campagna ad una decina di chilometri da Cassino. Sentivo che era ciò che dovevo fare, anche se apparentemente questa scelta poteva darmi tantissimi svantaggi. Tra l'altro più “esploro” questa scelta e più si sta rivelando la migliore scelta che potessi fare, dal punto di vista umano, di qualità della vita, lavorativo e da ogni altro!

Ma posso dirti anche, che io 7 anni fa facevo il designer e ho abbandonato tutto per creare il Life Helping e fare questo lavoro.

Ti sembra ancora così facile?

Apparentemente non lo è, te l'assicuro. Anche perché i dubbi ti si presentano, le paure emergono.

Cos'è che mi ha fatto seguire le varie scelte?

La fiducia. In me stesso, in quello che sentivo, perché anche se la mia mente razionale non comprende realmente dove la congiunzione Anima-Universo (che per comodità chiamiamo Flusso) mi stia portando, so che è sempre quella la strada giusta. Qualche volta, almeno apparentemente, si è mostrata anche quella più difficile da seguire. In quel caso stavo pagando anticipatamente “il prezzo” di quella scelta. Ogni volta, ogni scelta ti fa pagare un prezzo.

MAGGIORE È LA GIOIA CHE CI SARÀ DOPO,

PIÙ GRANDE È IL PREZZO CHE SI STA PAGANDO.


Dopo tutti questi anni di osservazione e sperimentazione, ti posso dire che questa è una legge universale, anche se non credo che sia scritta da nessuna parte (in caso contrario, segnalamelo, che sono disponibilissimo a fare un errata corrige).

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